Cos’è il Native Advertising?

La forma di advertising che si adatta ai contenuti del sito web

Il Native Advertising è una forma di advertising online che si crea a partire dai contenuti del sito che la ospita, cercando di generare interesse negli utenti. L’aspetto fondamentale è quello di comunicare un messaggio all’utente, senza però distrarlo. La pubblicità sarà presente all’interno del sito senza però interrompere l’attività degli utenti. Questa assumerà le sembianze del contenuto, diventandone parte integrante.

L’utente, a differenza della tradizionale pubblicità, non la percepirà come tale grazie alla sua capacità di mimetizzarsi con il resto dei contenuti che si stanno visualizzando. Non sarà quindi percepita dall’utente come forma pubblicitaria e questo sarà più propenso a compiere l’azione. Tale forma pubblicitaria nasce, infatti, proprio per far crollare quell’atteggiamento di difesa assunto dall’utente verso ogni forma pubblicitaria riconoscibile come tale, ovvero il fenomeno del banner blindeness (cecità da banner).

Un esempio pratico di Native Advertising è quello che mostra l’immagine che segue. Molti portali autorevoli di informazione, come il Corriere della sera, ne costituiscono dei buoni esempi. Soffermandosi, infatti, sull’articolo al quale si è interessati, comparirà “Ti potrebbero interessare”, formula che invita a cliccare su ulteriori articoli.

Corriere Native Advertising

Una forma pubblicitaria sempre più apprezzata dagli utenti perché non invasiva e allo stesso tempo funzionale all’accrescimento del Coversion Rate, tanto ambito nel mondo delle affiliazioni. Con questa forma pubblicitaria è, infatti, possibile pubblicizzare un prodotto anche su un giornale nazionale semplicemente comprando traffico all’interno di un Native Network.

Il Corriere della Sera, ad esempio, utilizza OutBrain, una delle più importanti piattaforme utilizzate per il Native Advertising. Questa piattaforma non è l’unica, Repubblica ad esempio usa Taboola. I network pagano i vari magazine e siti di traffico in forma di CPM (Cost Per Mille) rivendendo poi il traffico ad affiliati in forma di CPC (Cost Per Click). Se l’utente clicca ciò significa che l’affiliato è in grado di condurlo all’offerta. Se l’utente converte, compiendo l’azione, allora l’affiliato ne trae guadagno, ma anche il network essendogli riconosciuta la vendita del click. Allora un maggior traffico comporta un incremento di guadagno per il network e a sua volta per il magazine.

Le varie piattaforme fondamentalmente sono diverse tra loro per alcuni aspetti. L’affiliato dovrà conoscere, a tal proposito, le regole su tipologia di sito internet e visite uniche giornaliere minime per aderire al programma partner.

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