AIDA: un modello teorico per accrescere il Conversion Rate

Il modello AIDA e la sua utilità in ambito pubblicitario

Il modello AIDA è un importante modello teorico pubblicitario. Dopo aver compreso la definizione di conversion rate è bene infatti comprendere una modalità attraverso cui poterlo accrescere. L’acronimo AIDA deriva da quattro termini fondamentali per il marketing: Awareness, Interest, Desire e Action. Di fondamentale importanza questo, per comprendere come porre l’utente nella situazione di poter selezionare le informazioni e le proposte imprimendole nella sua mente.

Il termine awareness indica l’attenzione. È di fondamentale importanza, infatti, catturare l’attenzione dell’utente. Questo non è semplice considerando l’elevato numero delle pubblicità che quotidianamente raggiungono ciascun utente. Nonostante ciò però, solo alcune riusciranno a catturare la sua attenzione e a rimanere impresse nella sua mente, ovvero saranno percepite. Una parte ancora minore poi sarà in grado di influenzare effettivamente la sua azione. Da considerare è anche il tempo ridotto di decisione da parte dell’utente, il quale in pochi secondi deciderà se continuare o meno a visitare la pagina sulla quale sta navigando. È per questo che l’affiliato deve avvalersi dei migliori angles, i vantaggi e benefici offerti da un prodotto o servizio, identificabili anche come leve del marketing.

modello AIDA  

Il secondo termine è interest, accendere l’interesse dell’utente. Non basta infatti catturare solo la sua attenzione, ma è fondamentale suscitare il suo interesse, attraendolo alla propria pagina e trasmettergli credibilità e fiducia. È questa la fase in cui un semplice visitatore si appresta a diventare un potenziale cliente. È necessario allora curare ogni aspetto che possa attirarlo, dal linguaggio alla struttura dei testi, ad esempio, presenti sul sito web.

Un esempio potrebbe essere quello di voler presentare un prodotto con due differenti forme: la prima potrebbe essere “Siamo venditori di abiti. I nostri clienti sono soddisfatti e ritengono i nostri prodotti di ottima qualità. Ecco perchè dovresti acquistarli”. Questo messaggio potrebbe però essere migliorato affermando che “Gli abiti da noi venduti sono ottimi, realizzati con stoffe di qualità, le migliori sul mercato! È per questa ragione che abbiamo clienti che da tempo si affidano a noi per le più importanti cerimonie. Vieni a provarli anche tu!” Il secondo esempio incuriosisce maggiormente l’utente, utilizza un tono confidenziale e suscita in lui il giusto l’interesse.

Quando si parla, invece, di desire, si fa riferimento al desiderio. L’utente deve identificarsi con la pubblicità proposta, sarà allora che trasformerà il suo interesse in desiderio. La pubblicità andrà quindi ad innescare il processo di creazione di desiderio nell’utente. È fondamentale, infatti, che egli si proietti nel messaggio promozionale e che possa cominciare ad essere considerato cliente.

Un esempio potrebbe essere fornito ancora una volta da due differenti messaggi. Il primo di questi è “L’auto che stiamo presentando è davvero di ottima qualità, è perfetta per affrontare anche lunghi viaggi!”, il secondo, invece, ha un contenuto diverso: “Quest’auto ha delle caratteristiche che la contraddistinguono nel suo genere e ha delle ottime qualità (che è bene elencare). Allo stato attuale è una delle automobili migliori per affrontare i tuoi viaggi!” Il secondo esempio avvicina maggiormente il soggetto al bene, suscitando in lui più che curiosità, desiderabilità appunto!

Quarta ed ultima importante fase è quella dell’action, la pubblicità infatti deve innanzitutto condurre all’azione, fine ultimo dell’intero processo in cui un visitatore diviene effettivamente cliente. Fornire quindi una valida call to action è il fine ultimo al quale giungere. Il compimento di un’azione, infatti, genera le tanto attese commissioni che saranno percepite in base alla tipologia di offerta posta in essere.

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