Cos’è il Native Advertising?

Il Native Advertising è una forma di pubblicità online che assume i contenuti del sito che la ospita.

Questa forma di Advertising è presente su molti Portali, italiani ed esteri, che quotidianamente visitiamo come: “Il Corriere della Sera“, “Forbes“, “La Gazzetta del Mezzogiorno” e tanti altri. Non è nuova in quanto su portali autorevoli dell’informazione è presente già da qualche anno, ricordiamo che sul New York Times è presente dall’8 Gennaio 2013 con articoli sponsorizzati da Dell.

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Il Native Advertising nasce dall’esigenza di contrastare il “banner blindness” ovvero cecità da banner. Ogni internauta riconosce subito i principali formati banner (728×90 – 300×250 – 468×60 – 160×600) e li evita a prescindere dall’offerta che tendono a comunicare, perchè inconsciamente vengono etichettati come “pubblicità” ovvero pubblicità tradizionale che distoglie l’attenzione dai contenuti, di conseguenza la Native Advertising vince questa problematica perchè offre adv in un contenuto editoriale e stimola l’interesse di uno specifico target di clientela, è un metodo pubblicitario che assume una visualizzazione contestuale non fastidiosa e non riconoscibile, per questo motivo genera molto interesse (click, visualizzazioni ed interazioni) però allo stesso tempo viene indicata sempre l’Agenzia che fornisce questa creatività.

Su portali autorevoli di informazione, come quelli che abbiamo citato, le creatività native adv si possono trovare negli articoli interni, a fine articolo come valore aggiunto al post che abbiamo letto, sotto la forma di qualcosa che siamo già abituati ormai da tempo a visualizzare “Potrebbe interessarti anche…” in pratica si pone come un approfondimento dei contenuti che hanno suscitato in noi un interesse attraverso motori di ricerca, Social o newsletter.

Native Advertising = approfondimento dell’interesse

Le forme più diffuse di Native Advertising che siamo abituati a vedere sono i TrueView di YouTube i Promoted Tweets di Twitter e i Promoted Post di Facebook.

Si tratta di un formato sempre più apprezzato da parte degli utenti in quanto non è fastidioso, da parte delle Agenzie in quanto è molto performante e da parte dei Publishers perchè è molto remunerativo!

Quando si parla di formati nativi parliamo sempre di offerte in CPC o CPM. Non tutti i Publishers possono accedere a questi formati infatti occorrono molte visite mensili, un target specifico e autorevolezza nella nicchia di appartenenza.

I brand che stanno scegliendo questa forma di promozione sono in forte crescita in quanto si assicurano la presenza su portali autorevoli creando Engage sui contenuti. Gli analisti prevedono un’esplosione di questa forma pubblicitaria per il 2016 con un investimento in questo nuovo canale per più di 3 miliardi di dollari!

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