Italia: Web di nuovo a rischio bavaglio

Il Governo non ha preso le distanze dall’emendamento Fava

Mentre negli USA i colossi del Web (Google, Wikipedia, Facebook, Twitter, ecc..) minacciando un back out hanno costretto il Congresso degli Stati Uniti d’America a rinviare una decisione definitiva sul SOPA, legge anti pirateria, il Parlamento italiano si appresta ad approvare un provvedimento che potrebbe lasciare stupefatto qualsiasi persona che lavora nel web.

Il 19 Gennaio 2012, la Commissione per le potitiche comunitarie del Parlamento ha approvato l’emendamento proposto dall’onorevole Giovanni Fava (Lega Nord), il quale stabilisce che i gestori hosting su qualsiasi segnalazione di presunto illecito sono obbligati a rimuovere i contenuti segnalati.

Se negli USA questo compito sarebbe stato assegnato ad un giudice, in Italia questo compito sarebbe assegnato ai gestori di Hosting, i quali sotto segnalazione, sarebbero i primi a non prendersi responsabilità su contenuti ritenuti da parte di alcuni… offensivi!

Per questo motivo, chiunque potrebbe decidere di far modificare dei contenuti a proprio piacimento (con la scusante di ritenersi offeso), modificando pertanto l’informazione.

Questo emendamento ci porterebbe ad una privatizzazione della giustizia, in quanto si elude un organo di giustizia per far giustiza!

Possibile che la libertà di milioni di utenti debba essere decisa dal più potente, dal più veloce? In un Paese civile dovrebbe il Parlamento impedire che la libertà di parola (se messa in discussione) sia giudicata da un giudice terzo, imparziale, quindi sottratta ad ogni ingerenza privata, invece nel nostro Paese è proprio il Parlamento a proporre questo.

Il termine entro il quale la Commissione dovrà pronunciarsi è il 20 Febbraio, anche se in netto contrasto con la disciplina UE, è possibile che venga approvato prima che la Commissione Europea rilevi tale contrasto e lo segnali al Parlamento.

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