Operatori on line: arriva la stretta di Serpico

Dal primo gennaio del 2012 è stata avviata la riforma voluta da Mario Monti sulla lotta all’evasione fiscale.  Come?  Semplice!  Basta affidare il compito a Serpico: no, non è il mitico poliziotto americano interpretato dal leggendario Al Pacino, piuttosto è l’acronimo di Servizi per il Contribuente: un robot, un computer: un miliardo di bit a memoria,  attivo h24 e che praticamente su e giù rivolta come un calzino nei sotterranei della Sogei tutti i dati relativi alla campionatura  immagazzinati proprio dagli utenti.
Nome e cognome, ultime 5 dichiarazioni dei redditi; poi va a farsi un giro per il catasto,  il demanio,  la motorizzazione,  l’Inps,  l’Inail, le dogane,  il Banco dei Pegni,  le utenze pagate o da pagare,  luce,  acqua,  gas,  le polizze sulle assicurazioni,  sulla vita,  tutto in un millesecondo per dieci, cento mille contribuenti alla volta e chicca finale ficca il naso sul tuo conto corrente e via alle somme.
Alla prima che sbagli, lui ti becca o meglio ti segnala al Fisco come un possibile evasore.
E’ il grande fratello dell’Agenzia delle Entrate in Italia; 2000 server tutti stipati nei locali per passare in rassegna 22.200 informazioni al secondo,  31 milioni di dichiarazioni di reddito,  5 milioni all’incirca di codici generati per l’attribuzione di codice partita Iva con l’obiettivo finale di stanare il furbacchione.
Al suo attivo questa macchina ha cinque anni di attività pregressa, raddoppiate da 5 a 11 miliardi di euro la cifra restituita allo Stato su un numero di 350.000 evasori smascherati.

Be’, si è vero;  la cosa farebbe comodo al disastrato debito pubblico italiano,  privacy violata,  fa niente se fa bene al Paese e all’Economia,  farla girare al giorno d’oggi è prioritario.  Però pare che la nuova legge sugli operatori on line non riesce a chiarirsi da sola in questo senso.

Voglio dire: ma cosa accade per chi lavora on line e magari deve suo malgrado accompagnare i suoi guadagni on line da una partita iva?
Va bene i minimi e gli ex minimi,  però metti uno studente oppure un’appassionato che intende realizzare guadagni extra su Internet proprio con le affiliazioni e le pubblicità, pare che questa categoria di soggetti indipendentemente dal tempo che investono, debbono considerarsi inquadrati in un’attività non più ritenuta occasionale ma commerciale a tutti gli effetti, solo perché esiste effettivamente un guadagno reale offerto da Google AdSense,  Sprintrade,  Zanox,  Tradedoubler, ecc..
E allora?
Allora, vuol dire che sei controllato anche tu, dentro o fuori i 5000 euro annui che ti permetterebbero di farla franca!

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